isola del giglio

Informazioni, territorio & ambiente

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A sole 11 miglia dal Promontorio dell'Argentario, questa perla al centro del Mar Tirreno ha un'estensione di 21,21 kmq. Il suo clima mite favorisce ai visitatori una vacanza piena di sorprese in tutte le stagioni, a stretto contatto con una realtà ancora genuina ed incontaminata.

Il mare cristallino color smeraldo, con i fondali ricchi e pescosi, fanno da cornice ad un territorio per il 90% ancora selvaggio, che invita ad avventurarsi per i molti percorsi pedonali. Fatta eccezione per il promontorio del Franco (caratterizzato da calcari cavernosi triassici e quarziti del paleozoico), l'Isola è costituita quasi esclusivamente da quarzomoniti (granito), ed ha natura prevalentemente montuosa. La sua dorsale raggiunge il punto massimo nel Poggio della Pagana (486 metri slm) da dove si gode, in particolare nelle giornate più terze un panorama mozzafiato sull'arcipelago. L'Isola ospita una ricca flora mediterranea, le specie botaniche rinvenute dallo studioso Sommier (1900) sono quasi 700 tra le quali alcune particolarmente rare ed endemiche.

Su quest’isola perderete il senso del tempo ammirando tramonti indimenticabili, respirando profumi intensi, immergendovi in un mare di emozioni e di colori e assaggiando tutti i nostri sapori unici e preservati nel tempo. Vivrete una vacanza indimenticabile immersi nella natura più selvaggia e avvertirete finalmente la sensazione di avere trovato una nuova passione: Una passione naturale. Questa è Isola del Giglio.

 

 

Le spiagge

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Le spiagge più grandi e attrezzate con noleggio di ombrelloni e sdraio sono, nell'ordine di grandezza, Campese, Cannelle, Arenella e Caldane.

 

Tutte le spiagge sono di libero accesso senza l'obbligo di noleggiare le attrezzature e sono raggiungibili con l'automobile ad esclusione di Caldane dove si arriva via mare o per un comodo sentiero a piedi di circa 1 km.

Molte e stupende sono le spiagge minori e le magnifiche cale raggiungibili tramite la sentieristica o solo via mare.

 

Per chi non ha un'imbarcazione al seguito la può noleggiare sia al Porto che a Campese, oppure servirsi dei taxi-boat che in ogni momento della giornata saranno a vostra disposizione per raggiungere ogni meta a voi preferita sia per l'andata che per il ritorno.



 

 

Giglio Castello

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Il borgo medievale, affascinante per la struttura imponente delle sue mura (XI sec), appare ancora più suggestivo se si segue il percorso lungo i camminamenti tra feritorie e trioni (torrioni), o si esplorano i suoi vicoli sbalzati e interrotti da scale e baschetti (tipiche terrazze con gradini esterni alle abitazioni). Il caratteristico ingresso principale, a tre porte addossate a ciclopici massi di granito, testimonia ancora oggi i tempi delle incursioni piratesche e le signorie dominanti, come mostra lo stemma mediceo sull’ultima arcata.

Alla sommità del borgo, in Piazza XIII novembre si staglia l’imponente Rocca Pisana del XII sec. In posizione dominante, sul lato ovest, si erge la Chiesa di S. Pietro Apostolo, restaurata nel Settecento in tipico stile tardo-barocco, ma risalente almeno al XV sec.

All’interno della chiesa si possono ammirare oggetti di pregevole fattura, quali due originali acquasantiere sostenute da basamenti provenienti dalla villa dei Domizi Enobarbi di Giglio Porto (I-II sec d. C.). L’altare maggiore è di marmo policromo del XI secolo, mentre il presbiterio è impreziosito dai busti di San Mamiliano (a destra) e di San Pietro Apostolo (a sinistra).

Sulle cappelle laterali tre belle tele dei fratelli Nasini (XVII sec.). Di particolare interesse la Cappella del Crocefisso, nella parete destra, dove si conservano oggetti di grande valore artistico e devozionale, provenienti dalla Cappella di Papa Innocenzo XIII, che ne fece dono, nel 1725, al suo segretario Olimpio Miliani, nativo del Giglio. Qui si possono ammirare dipinti del Seicento di scuola veneta e fiorentina, calici, ostensori, tutti in argento cesellato, del XVII e XVIII sec.

Notevoli sono il reliquiario con il velo della Madonna, quello appartenuto a Urbano VIII con ostensorio, e le reliquie si San Giuseppe e di Urbano I. In primo piano la reliquia d’argento del 1724 con l’ulna destra di San Mamiliano, di profonda venerazione da parte dei Gigliesi. Al centro della teca attrae, per la sua delicatezza, il piccolo e pregevolissimo crocifisso d’avorio attribuito al Giambologna (XVI sec.).

A fianco della Cappella, le armi saracene, con impugnatura in argento e intarsi d’oro, testimoniano ancora la fuga precipitosa dei saraceni (tunisini) dopo l’ultimo assalto del 1799.

Uscendo dalla Chiesa, sotto il piazzale, si può notare una cisterna contrassegnata da un pozzo con colonne squadrate e trabeazione in granito. Progettata da Alessandro Nini ai primi dell’Ottocento, fu un dono di Ferdinando III Lorena per consentire ai Gigliesi un’adeguata riserva d’acqua in caso di un successivo assedio, dopo quello terribile ed eroico del 1799. Una passeggiata intorno all’abitato fortificato offre, a sua volta, una vista mozzafiato sulle isole di Giannutri, Corsica, Elba e su un bel tratto della costa continentale.

 

 

 

Giglio Campese

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Giglio Campese è un piccolo centro abitato a circa 5 km da Giglio Castello, adagiato sul versante occidentale e affacciato sul Golfo di Campese e caratterizzato dal famoso faraglione e dalla omonima Torre.

A differenza di Giglio Porto e Giglio Castello il Campese ha una recente storia alle spalle, lasciandovi immaginare il fascino selvaggio che poteva avere questo luogo completamente disabitato. Infatti la prima costruzione risale al XVIII° secolo ed è la caratteristica Torre del Campese realizzata per l’avvistamento di navi provenienti dal versante ovest dell’ isola, per darne immediato avviso al presidi di Giglio Castello. Questa torre è nota soprattutto per l’eroico respingimento di parte di una flotta di pirati, che dettero l’ultimo assalto all’ isola nel 1799.

In seguito all’ unità di Italia nel 1861 la torre fu demilitarizzata e ceduta a privati, tra i quali ricordiamo il noto Capitano Enrico Alberto d'Albertis, che amava qui riposare nelle pause tra un viaggio ed un altro. Attualmente la Torre è di proprietà di privati ed è utilizzata come residenza turistica.

Il Campese rimase poco popolato fino agli inizi ‘900 e vide un notevole impulso economico con l'apertura della miniera di pirite nel 1938, dalla quale molte famiglie isolane traevano sostentamento. L’attività estrattiva proseguì fino alla chiusura definitiva nel 1962, in seguito alle future modifiche societarie della Montecatini Società Generale per l'Industria Mineraria e Chimica.

Negli anni a seguire, che coincisero anche con il boom economico in Italia, il Campese intraprese uno sviluppo basato sul turismo. Cosi il centro abitato aumentò le sue unità, furono costruiti appartamenti, i primi negozi e il residence sul versante del promontorio del Franco, fino allo sviluppo odierno che lo ha reso l'insediamento turistico più importante dell'isola, con la sua ampia spiaggia e l’invidiabile mare cristallino.

La sua posizione geografica rivolta verso ovest, permette un' esposizione solare prolungata rispetto agli altri centri abitati, ed in più rende visibili tramonti mozzafiato che riverberano nel Golfo di Campese, in particolare nei periodi estivi si protraggono oltre le nove di sera, dando quindi a questa fantastica località ben sedici ore circa di luce solare.

Giglio Campese è dunque, soprattutto in estate un centro balneare con un' ampia e caratteristica spiaggia granulosa, frequentata da turisti e amanti delle immersioni.
 

 

Giglio Porto

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Giglio Porto è adagiato sul versante orientale dell’ Isola del Giglio, ed è il primo insediamento che si vede dalle navi traghetto provenienti da Porto Santo Stefano, ma di sicuro fu anche il primo insediamento civile dell’ isola, risalente all’ epoca romana. Si evince da svariati testi storici e testimonianze archeologiche, che in quel periodo fu realizzato un molo in granito lungo 179 braccia (circa 120 mt) per sopperire all’ intensa attività marittima, e ne furono cancellati i resti in seguito ai restauri nel 1796.

Giglio Porto, fu nell’ arco della storia, abbandonato e ripopolato a più riprese, poiché vivere nei pressi della costa in molti periodi storici risultava essere pericoloso a causa delle frequenti scorribande piratesche, ed iniziò la sua strada verso lo sviluppo attuale a partire dalla metà del XVIII° d.C.


 

Giglio Porto è oggi un piccolo centro abitato molto caratteristico, con casette colorate e strette tra loro, a formare vicoli e viottoli, disposte parallele su tutto il versante che si affaccia sul mare, i due caratteristici fari che troneggiano sui rispettivi moli e l’antica Torre del Saraceno (1596).

 

Soprattutto nella bella stagione è un continuo via vai di turisti che affollano bar, negozi e ristoranti aperti anche fino a tardi. In questo centro abitato potrete trovare molti dei servizi principali presenti sull’ isola quali banche, ufficio postale, farmacia, noleggio di mezzi da strada o imbarcazioni, un presidio medico e potrete raggiungere facilmente anche a piedi le spiagge di Cannelle, Caldane ed Arenella.

 

 

 

Le forme del territorio

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I’Isola del Giglio è la seconda, per grandezza, delle isole dell’arcipelago toscano. Collocata di fronte al Monte dell’Argentario, dal quale dista circa 14 chilometri, è dotata di una propria amministrazione comunale e fa parte della provincia di Grosseto.
Ha una forma ellissoidale con l’asse in direzione N-NW, S-SE.

 

Gli elementi morfologici che caratterizzano maggiormente l’isola del Giglio sono la natura prettamente montuosa (il più alto rilievo è il Poggio della Pagana – 496 m, seguito dalle due vette dei Castellucci – 476 e 470). Vi sono spiagge in corrispondenza di baie e una diversificazione dei versanti di ponente e levante per quanto riguarda la struttura della costa.

 

Come conseguenza della presenza di rilievi elevati e ripidi, profonde sono le incisioni provocate dalle acque che riversate dalle piogge invernali si sono scavate una via al mare, scendendo in alvei di rocce granitiche levigate dall’azione erosiva millenaria.
Molte sono anche le cisterne e i fontanili, coperti o a cielo aperto, usati per raccogliere acqua piovana in prossimità di campi coltivati, vigneti e ricoveri per il bestiame.
Varie sono anche le sorgenti, alcune delle quali di notevole portata ed utilizzate per l’approvvigionamento idrico dei centri abitati.

 

Le piogge sono scarse, raggiungendo il massimo nei mesi invernali con un valore medio di circa 336 mm annui. Lo spirare del vento rappresenta una caratteristica climatica dell’isola del Giglio.
Le originarie foreste di leccio sono state abbattute fin dai tempi antichi per far posto ai terrazzamenti coltivati. La viticoltura è sempre stata una delle attività agricole principali dell’isola. Fittissime e numerose sono ora le foreste di pini marittimi.

 

Parco dell' Arcipelago Toscano

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Le isole del GigIio e di Giannutri fanno parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, istituito il 22 luglio 1996, che con una superficie che si estende per 17.887 (terrestre) e 56.766 ettari (marini) è la più ampia area protetta dei mari europei.

Inoltre l'Isola del Giglio è anche un sito di interesse regionale (SIR) e zona di protezione speciale (ZPS)

Il parco comprende le Isole di Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Giglio e Giannutri. L'isola di Montecristo è riserva naturale statale dal 1971.

Geologicamente le isole sono molto diverse fra di loro. Il Giglio e l'Isola d'Elba sono un misto granitico e calcareo, Capraia è di origine vulcanica, Montecristo e Gorgona granitiche mentre Giannutri e Pianosa sono quasi completamente calcaree.

 

 

 

 

PER INFORMAZIONI SUL PARCO DELL' ARCIPELAGO: www.islepark.it
LISTA GUIDE AUTORIZZATE: Clicca qui

Se siete interessati a visitare il Parco le informazioni che ricercate le trovate in questa pagina.

 

Fauna e specie animali

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Non vi sono molti animali stanziali sull’Isola del Giglio. La famiglia più numerosa è quella dei conigli selvatici e quella dei mufloni, importati e allevati alla riserva del Franco. Lucertole, serpi non mancano, ma è assente la vipera assicurandovi quindi, tranquille passeggiate nella natura selvaggia! Tra i volatili si annoverano quelli di passo, ma il più noto è il Gabbiano Reale. Numerosa la presenza dei rapaci come il Gheppio, Poiana, Falco Pellegrino, Corvo Imperiale. Comuni sono anche il Barbagianni, l’Assiolo, la Civetta e i Pipistrelli.

 

Il breve elenco che segue può servire di aiuto agli appassionati di birdwachting e riguarda la presenza sull'isola del Giglio dell'avifauna stanziale e di quella di passo:

 

Mammiferi: I mammiferi che vivono al Giglio non sono molti ma fra questi possiamo ricordare alcune specie che è possibile incontrare durante le visite ai vari luoghi dell'isola: coniglio selvatico, molosso del testoni, muflone, orecchione, pipistrello comune, pipistrello di Schreibers, ratto, serotino comune, topo domestico.

 

Anfibi: Lungo i sentieri che sfiorano la macchia e passano all'interno dei boschi di lecci si possono vedere numerose lucertole che fuggono impaurite al passaggio degli escursionisti, come si può scorgere qualche raro e innocuo biacco in cerca di rifugio dietro qualche recesso delle rocce o nei terreni rigogliosi di vegetazione: biacco, lucertola sicula tirrenica, lucertola campestre, il Discoglosso Sardo e la Lacerta sicula tyrrenica fa parte di una razza endemica che si ritrova anche nella vicina isola di Giannutri.
Per gli anfibi possiamo ricordare un anuro la cui presenza, oltre che al Giglio, è riscontrata nelle altre zone dell'Arcipelago Toscano nonché all'Argentario, in Sardegna, in Corsica e nelle isole di Hyères di fronte alla Costa Azzurra.

 

Insetti: Tra i molti insetti che popolano il Giglio possiamo trovarne uno di particolare interesse che, stranamente, vive principalmente nella lontana penisola Iberica: la Potoria Oblunga, raro e curioso scarabeo.

 

Nel mondo sottomarino: figurano numerose specie ittiche che trovano in queste acque limpidissime e incontaminate il loro ambiente ideale per poter vivere e riprodursi. Diamo qui un piccolo elenco di alcune presenti sui fondali del Giglio che i pescatori e i subacquei ben conoscono: castagnola nera, castagnola rossa, cernia, dentice, grongo, murena, pesce spada, puntazzo, ricciola, sarago maggiore, scorfano, torpedine, triglia di scoglio.

 

Per i molluschi possiamo ricordare la presenza della lima, del polpo e della seppia, mentre gli avvistamenti della pinna nobilis, il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo, un tempo molto diffuso sui fondali del Giglio, sono ormai un ricordo a causa della scomparsa totale di questa specie.

Flora e specie vegetali

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Al Giglio sono presenti circa 700 specie di piante e tra queste an­che alcune comuni come il castagno, l'olivo, la vite, l'arancio, il limone e il fico.


Gli studi effettuati nel 1900 dal botanico Stefano Sommier hanno rivelato la presenza, fino ad allora sconosciuta, della Fumaria, del Cardo cefalanto, della Linaria delle capre, dell'Astragalo, della Va­lerianella microcarpa, del Gladiolo dubius e dell'Artemisia arbo­rescente.

 

Per chi voglia approfondire la conoscenza di alcuni aspetti della vegetazione del Giglio è possibile fare riferimento al seguente elen­co che indica le specie più facilmente individuabili:

 

 

Acero (Acer campestre)
Alaterno (Rhamnus alaternus)
Assenzio (Arthemisia arborescens)
Brachipodio (Brachypodium ramosum)
Brentine (Cistus salvifolius)
Calderugia (Senecio vulgaris)
Caprifoglio (Lonicera inplexa)
Cardo(Cardus pycnocephalus)
Cardo cefalanto (Cardus cephalanthus)
Carice di Griolet (Carex Grioletti)
Carota (Daucus gingidium)
Cedrolicio (Juniperus phoenicea)
Cerro (Quercus cerris)
Ciclamino (Cyclamen repandum)
Cineraria (Senecio cineraria)
Cisto marino (Cistus monspeliensis)
Cisto villoso (Cistus incanus)
Convolvolo (Convolvolus siculus)
Corbezzolo (Arbutus unedo)
Cornacchina (Hypecoum procumbens)
Crisantemo selvatico (Chrisantemum Myconis)
Elicrisio (Helichrysum italicum)
Erica (Erica arborea) (Erica multiflora)
Finocchio marino (Crithmum maritimum)
Giglio di Mare (Pancratium maritimum)
Ginestra di Spagna (Spartium junceum)
Ginestra spinosa (Calycotome spinosa)
Ginestrina (Lotus creticus)
Giunchiglia (Narcissus tazzetta)
Ipocisto (Cytinus hypocistis)
Lavanda (Lavandula stoechas)
Leccio (Quercus ilei)
Lentisco (Pistacia lentiscus)
Linaria (Linaria capraria)
Mirto (Myrtus communis)
Nocciòlo (Corylus avellana)
Olmo (Ulmus campestris)
Ombelico di Venere (Umbilicus pendulinus)
Orchidea (Orchis insularis)
Papavero cornuto (Glaucium flavum)
Pino domestico (Pinus pinea)
Pino marittimo (Pinus pinaster)
Robbia selvatica (Rubia peregrina)
Romulea (Romùlea ramiflora)
Rosmarino (Rosmarinus officinalis)
Rovere (Quercus sessiliflora)
Roverella (Quercus pubescens)
Salice bianco (Salii alba)
Scannabecco (Calycotome villosa)
Senape (Sinapis procumbens)
Senape selvatica Senecio (Sinapis arvensis)
Silene (Silene negletta)
Smilace (Senecio lividus)
Soldanella (Smilax aspera)
Statice (Statice virgata)
Sughera (Quercus suber)
Teucrio (Teucrium fruticans)
Violaciocca selvatica (Matthiola incava)

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